Cenni storici

Historical Overview

Stile Neoclassico palladiano

Style Neoclassico palladiano

Anno di costruzione 1803

Year of construction 1803

Architetto Matteo Pertsch

Architect Matteo Pertsch

Capomastro Giovanni Righetti

Capomastro Giovanni Righetti

Scultore Antonio Bosa

Foreman Antonio Bosa

Affrescatore Giuseppe Gatteri

Fresco painter Giuseppe Gatteri

Il palazzo prende il nome dalla particolare soluzione architettonica che il magistrato Domenico Pancera commissionò all’architetto Matteo Pertsch, protagonista dell’architettura neoclassica triestina.

La conformazione del terreno, incuneato tra via della Rotonda e via Felice Venezian e su un piano in pendenza, fu risolta progettando una facciata curvilinea con un alto zoccolo in bugnato liscio intonacato a livellare il terreno e ospitare il piano terra, affine allo stilobate dei templi greci. Su questo zoccolo poggia un ordine gigante di colonne ioniche aderenti alla facciata curvilinea, liscia ed intervallate da tre portefinestre con balaustre. A chiusura laterale le statue raffiguranti Marte e Minerva, e a coronamento della parte superiore, bassorilievi a tema romano di Antonio Bosa.

Le preziose sale interne, la sala pompeiana e la sala dalla pianta circolare di diametro importante, sono interamente decorate ad affresco di gusto neoclassico ad opera dell’artista Giuseppe Gatteri.

Dopo decenni di abbandono ora l’edificio, uno dei simboli dell’architettura neoclassica triestina, soluzione architettonica originale e innovativa, riprende vita e funzione in un progetto di “luxury residential rebuilding”, nell’assoluto rispetto della sua storia e valore artistico e architettonico, ritorna, in forma moderna ed efficiente, all’antico splendore.

The building takes its name from the architectural solution commissioned by the magistrate Domenico Pancera to the architect Matteo Pertsch, one of the protagonists of Trieste’s neoclassical architecture.

The architectural solution for the terrain, wedged between Via della Rotonda and Via Felice Venezian on an inclined surface, incorporates a curved façade supported by a tall base in smooth rusticated masonry, reminiscent of the stylobate of Greek temples. Atop this base rests an impressive row of Ionic columns and is interspersed with three French style doors. On the end closure, what can be seen are statutes depicting Mars and Minerva, and, on the upper part, Roman-themed bas-reliefs made by Antonio Bosa.

The various halls, including the Pompeian hall, are entirely decorated with neoclassical frescoes painted by the artist Giuseppe Gatteri.

After decades of abandonment, the building, having become one the symbols of Trieste’s neoclassical architecture, comes back to life thanks to a project of “luxury residential rebuilding”, with the utmost respect for its historical, artistic, and architectural value.

Il restauro

The restoration

Un progetto ambizioso, un recupero attento, un restauro rispettoso delle forme architettoniche originarie, delle decorazioni scultoree e pittoriche; la consapevolezza e la responsabilità di prendersi carico della valorizzazione di un bene culturale di primaria importanza per Trieste sotto l’attento controllo della Sovrintendenza dei beni culturali.

Una rinnovata organizzazione degli spazi interni riprogettati nelle forme e funzioni per l’abitare contemporaneo. Maestranze specializzate sia per quanto riguarda la parte architettonica e artistica, che tecnologica e degli impianti, che nella distribuzione degli spazi interni e nelle soluzioni di arredamento.
Un lavoro impegnativo e costoso che darà vita a soluzioni abitative di lusso di varie metrature, in stile classico o minimale, curate maniacalmente nei dettagli, nei materiali, nelle finiture e nei servizi.

La posizione centrale alle pendici del colle di San Giusto, tra l’arco di Riccardo, il parco archeologico in via di ultimazione, la basilica paleocristiana, a due passi dall’asse “via Cavana – via Torino” che collega piazza Unità d’Italia a piazza Venezia, in una zona altamente pedonalizzata, servitissima dal punto di vista commerciale e turistico, la disponibilità di posti auto e moto in garage, ne fanno ad oggi la soluzione abitativa più ambita e lussuosa del centro.

An ambitious project, a restoration done in a meticolous way to bring back to life the original architectural splendor, intricate sculptures, and vibrant artwork; a dedicated commitment to preserve a cultural gem crucial to Trieste, all done under the watchful eye of the Superintendent of Cultural Heritage.

The revitalization of interior spaces, reimagined for modern living, showcases expert craftsmanship when it comes to architectural, artistic, and technological areas, including spatial design. It is a demanding and costly work that will bring to life luxurious residences of various sizes, blending classical or minimalist aesthetics carefully curated in details, materials and amenities.

The building is situated at the heart of the San Giusto hill, amidst landmarks like the Arch of Riccardo, an archaeological park, which is nearing completation, and an ancient basilica. In addition, it is just a few steps away from the “Via Cavana – Via Torino” axis, which, while having multiple parking facilities, is a mostly pedestrian area that caters to both commercial and tourist interests, and connects Piazza Unità d’Italia with Piazza Venezia. All of these are some of the qualities that make Rotonda Pancera the pinnacle of luxury living in the city center.

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